Quanto è bello ricevere stimoli nuovi mentre lavori, conoscere qualcosa di cui non sapevi l’esistenza e innamorartene (almeno per un po’)?
Dopo giorni di duro lavoro senza uno spicciolo di creatività, con i neuroni torturati dalla noia del day-by-day scappa fuori un progetto nuovo che, per dio, stavolta viene assegnato a me.
Finalmente una ventata d’aria fresca, scattano le elucubrazioni tipiche di chi ha bisogno d’inventarsi qualcosa - e subito! - perchè ogni volta potrebbe essere quella buona per fare qualcosa di cui essere soddisfatti.
Vado da Rita con un progetto: usiamo l’illustrazione, qualcosa di diverso dal solito, figure allungate eleganti, qualcosa di gestuale, un po’ di collage, animazioni minimali in cui sia l’aria a muoversi, non i personaggi.
Rita mi suggerisce un posto dove andare a prendere un po’ d’ispirazione (poi se ne occuperà lei): IllustrationMundo, già un pozzo d’idee per una come me che ha sempre bisogno di stimoli.
Dopo varie ricerche nelle sezioni più scontate mi butto sullo “whimsical”, che non so nemmeno cosa significhi (o almeno non lo sapevo finchè non ho sbirciato su WordReference).
Nella seconda pagina trovo Susan Burghart, che scopro con somma gioia non avere nemmeno un articolo nelle pagine in italiano di Google.
Eppure tra i suoi lavori un po’ Art Nouveau digitale - recenti e non - trovo collaborazioni con Jeremiville, Parra (per cartoline d’auguri natalizie), e lavori per Mastercard, Women’s Weekly, Marie Claire UK, Penguin Books e Spunky Clothings.
Sono troppo fiera di aver finalmente scoperto qualcuno prima degli altri e di avere un blog che possa documentarlo; almeno finchè non ruscirò a vedermi tutte le sezioni di IllustrationMundo, Susan Burghart sarà la mia illustratrice preferita, lo giuro.
Spesso mi capita di volere qualcosa che vedo sulle riviste (specialmente sul catalogo dell’Ikea) e, subito dopo, di non ricordare più dove l’avevo trovato.
Con questi adesivi wishlist potrei risolvere il problema definitivamente.
Su Urbanoutfitters.Co.Uk
Alcuni mesi fa scrivevo un post sulla lotta tra Barbie e Bratz, concludendo che preferivo la seconda perchè più politicamente scorretta.
Oggi leggo sul sito de la Repubblica che forse questa guerra avrà una fine, dato che il tribunale di Los Angeles ha dato ragione alla Mattel nel processo contro Carter Bryant, accusato di aver ideato e ceduto il progetto delle Bratz a Mga mentre lavorava per la competitor.
Quindi, conclude il quotidiano, presto le Bratz potrebbero essere ritirate dal mercato e la Mga costretta a pagare un risarcimento miliardario.
Corriamo, andiamo subito a comprarci una Bratz, che fra venti anni sarà un cimelio da museo e varrà un sacco di soldi!!!
Dopo il rodimento di tornare a casa coi mezzi e vedere un paio di scarpe in saldo a € 39,90 che non posso permettermi, mi appresto a passare una lieta serata da single dedicandomi ad uno dei miei sport preferiti: il Virtual Shopping Online (terzo in classifica solo dopo lo Shopping e lo Shopping Online).
Il Virtual Shopping Online consiste nel saltellare di url in url alla ricerca di oggettini sfiziosi da catalogare mnemonicamente, in attesa di una buona occasione per comprarli.
Il mio sito preferito di VSO è da sempre Urbanoutfitters , anche se stasera avevo una missione ben precisa: scovare un rivenditore italiano degli orologi Cheapo.
La mia conoscenza di Cheapo risale allo scorso inverno, in quel di Berlino, quando incontrai i miei stivaletti rossi Memole Dolce Memole sulla via di casa, Danziger Strasse.
I miei fantastisci stivaletti si sono ahimè ben presto rivelati una colossale sòla, essendosi quasi immediatamente spaccate le suole (scusate il gioco di parole), ma i furboni hanno continuato a produrre delle cose fichissime, non da ultimi i fantastici orologi parlanti che fanno molto geek anni Ottanta (e costano solo € 20).
Il viaggio VSO è poi continuato alla ricerca di altri orologi simili, e sono finita su asos, che mi tira fuori queste cose qui: Nooka (dal sito sembra acquistabili solo negli USA).
Sono finita poi - non si sa come - sul sito di un’azienda brasiliana che fa solo scarpe di plastica, Melissa.
Sono bellissime, specialmente quelle disegnate da Vivienne Westwood.
Il rodimento di non avere un euro per fare shopping (e, comunque, di non trovare in giro un paio di scarpe che mi piacciano), si trasforma in innumerevoli rodimenti quando mi rendo conto che nessuna delle cose che vorrei è in vendita - nè tantomeno ne è prevista la spedizione - in Italia.
Credo proprio che domani prenoterò quel biglietto a € 4,99 per Londra.
In realtà è un lunedì di fine giugno, ma la sensazione che mi suscita è più o meno la stessa di cui cantava quel gran pezzo d’uomo del Bobby Solo. Che caldo fa. Sono le 14:20 e sono in ufficio, senza aria condizionata. Intorpidita/instupidita dal calore opprimente della stanza, aggravato dal bollore infernale del mio pc sotto le mani. Stranamente, ho poco o nulla da fare, a parte schiacciare compulsivamente il tasto invia/ricevi sul mio Outlook. Sbircio nel blog di una mia amica che non leggo da un po’ di tempo, ogni tanto scambio una battuta con Leo. Stamani ci hanno staccato la luce a casa. Speriamo ce la riattacchino prima del rientro, altrimenti dovrò cercare ospitalità altrove, per stasera.
Ammazza che palle rientrare a Roma dopo un tranquillo week end da paura.