Beautiful Maladies
L’ipocondria è una delle paranoie più hip del momento. Gettonatissima da creativi, sviluppatori, programmatori e da tutti quegli impiegati del terziario avanzato che sopravvivono in una realtà fatta di dati immateriali come le loro malattie.
L’ipocondria è geek, ti fa apparire più sfigato agli occhi degli altri e ti permette di recitare patologie e diagnosi par coeur, regalandoti una valida alternativa rispetto ai titoli dell’intera saga di guerre stellari o alla tavola periodica degli elementi.
L’ipocondria, infine, permette di lamentarsi a oltranza.
L’ipocondria è così hip che se ne fanno libri e pupazzetti.
Di libri ne esistono ben due dello stesso autore, Dennis DiClaudio, intitolati rispettivamente io sono paranoico e io sono ipocondriaco.
Del primo, ho letto un estratto quest’estate su una rivista, e sono stata subito contagiata. Per giorni ho snobbato il gatto dei miei coinquilini temendo che mi potesse attaccare qualche virus mortale. Decisamente indispensabile per esorcizzare le proprie paure. Credo che ne comprerò una copia e la metterò accanto all mio libro dello stress.
I pupazzetti per ipocondriaci, tanto tanto teneri, si trovano sul sito www.giantmicrobes.com, anche se personalmente il sito lo avrei chiamato beautiful maladies, come l’album di Tom Waits, uno che mi sa di ipocondria se ne intende.
Comunque, sul sito si trovano peluche che rappresentano i microbi di una buonissima parte delle patologie che esistono sulla faccia della terra, dalla gonorrea al mal di testa, dall’ebola all’alito cattivo. C’è anche una sezione PROFESSIONAL, con le migliori malattie mortali, come AIDS e poliomelite. Sono perfetti da regalare in ogni occasione, perchè ognuno di noi ha una malattia preferita - reale o psicosomatica - dalla quale è attaccato. E anche se così non fosse, ci sono sempre le cellule adipose, i pidocchi, le mosche o le pulci. L’unica pecca è che questi pupazzetti sono molto più piccoli di quello che sembrano, date le dimensioni del loro espositore (20×21 pollici), che ne contiene una quarantina. Ma chi se ne frega, io voglio comprarmeli tutti ed appendermeli al collo.
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