Helen Hoover Boyle

Il post su Franca e l’apprezzamento di Morbo mi hanno fatto venire voglia di rileggere uno dei libri più divertenti e ben scritti che abbia mai letto (Ninna nanna), e in particolare il personaggio più sublime che letteratura abbia mai partorito: Helen Hoover Boyle.
Voglio dedicare un post a questo essere sublime. quando avrò quarant’anni spero di somigliarle almeno un po’.

“La sua nuvola di capelli rosa, il tailleur rosa su misura, le gambe fasciate da calze bianche, le scarpe rosa col tacco medio. Le labbra lucide di rossetto rosa. Le braccia che scintillano e tintinnano di braccialetti d’oro e rosa, catene d’oro, pendagli e medagliette. Ce ne sarebbe abbastanza per addobbare un albero di Natale. Perle abbastanza grosse da soffocarci un cavallo.”

“Appesa a una lunga catena d’oro che le gira intorno alla spalla c’è una piccola borsetta rosa e bianca. Un metro e sessantotto. Cinquantaquattro chili. Difficile indovinare la sua età. È talmente magra che o sta morendo o è ricca. Il vestito è fatto di una stoffa ruvida tipo fodera di divano, bordato di un nastrino bianco. È rosa, ma non rosa gamberetto. Più un rosa patè di gamberetti su crostini all’acqua con spruzzatina di prezzemolo e cucchiaino di caviale. La giacca è tagliata stretta sulla vitino esile e squadrata sulle spalle imbottite. La gonna è corta e attillata. I bottoni d’oro, enormi. È vestita come una bambola.”

“A giudicare dalla mano, vista così da vicino, dev’essere prossima alla quarantina, se non l’ha già superata. Eppure questa sorta di aspetto imbalsamato che - superata una certa soglia d’età e di reddito - passa per bellezza, la invecchia. La sua pelle è già talmente esfoliata, depilata, purificata, idratata e truccata che sembra un mobile laccato. Rofoderato di stoffa rosa. Un restauro. Qualcosa di ristrutturato.”

“Il suo profumo sa di sedili d’auto in pelle e rose appassite e cassettiera rivestita di legno di cedro antitarme.”

Colonna sonora: “She’s not there”, The Zombies