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Mar

26

Vota Cotti, vota Cotti!

By SenzaGrazie

Dopo le recenti dichiarazioni del Buyer, anche Leo si vuole buttare in politica.
Ieri, in tarda serata, mi ha esposto il suo programma politico.
Un solo punto, ma geniale.
Ho proveduto subito a farne una flowchart sulla lavagnetta bitorzoluta cinese che abbiamo attaccata alla porta di camera, in modo così da rendere a tutti chiare le potenzialità del suo pensiero.
Mi sono meritata in tal modo la nomina di sua segretaria.
Chissà se anche io, come la Monica, prima o poi non ci rimedierò una bella macchietta sul vestito.
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Mar

26

Rimpatriate (sottotitolo: donne tududù)

By SenzaGrazie

A volte ritornano.
Domani verrà a trovarmi una delle mie compagne di classe del liceo. Silvietta la distratta, che si annotava sull’agenda cosa mettersi la mattina per andare a scuola (comprese le mutande!).
Dieci anni fa (dieci!) eravamo la studiosa maldestra e la fricchettona che-è-intelligente-ma-non-si-applica.
Se in uno dei nostri pigiama-party avessimo giocato a predirci il futuro, mai avrei pensato che saremmo diventate così.
Io donna in carriera, lei romantica e politicamente impegnata.
Io che ho iniziato a lavorare prima di laurearmi, lei che studia e fa gli stage.
Io Web 2.0, lei restauro di libri antichi.
Ma fondamentalmente, siamo due facce della stessa medaglia.
Appassionate tutt’e due di arte e di parole, abbiamo scelto due strade che partono da uno stesso punto, lei indietro nel tempo, io avanti avanti.
In fondo, poi, non siamo cambiate.
Lei doveva partire oggi per venire qua a Roma, da me.
Mi telefona alle 17:30 per dirmi che non ce l’ha fatta… mi torna in mente l’episodio delle mutande.
Io faccio come ho sempre fatto a scuola: m’impegno solo in quello che mi piace.
è una pura e semplice coincidenza il fatto che mi piaccia tutto quello che faccio adesso.
Altrimenti in alcune materie avrei 9 e in altre 3, come al solito.

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Poi c’è Mars, la mia più cara amica dell’università.
Quattro anni più piccola di me.
Ci siamo incontrate un giorno in facoltà e non ci siamo lasciate più.
Con lei ho condiviso pomeriggi di studi e sudatissime carte, esami, aperitivi, feste (partymarty|le ragazze tappezzeria) e anche un ragazzo.
L’unica cosa che ci siamo litigate è stata una maglietta da rugby usata a righe nere e rosse.
Poi io me ne sono comprata una a righe celesti e blu.
Adesso lei convive con un ragazzo che ha tredici anni più di lei, l’essere meno modaiolo sulla faccia della terra.
Ricordo con orrore misto ad affetto le sue espadrillas (molto prima che tornassero di moda) e il suo laccetto per gli occhiali.
Stanno bene insieme quanto un paio di peep toe di pelle lucida tacco 12 su calzini grigi di lana pesante a coste. Come un paio di Converse con le calze a rete.
L’ha conquistata col cervello, e io facevo il tifo per lui.
Adesso lei lavora nella moda. L’altro giorno mi raccontato che si sta specializzando in un ruolo del quale non ricordo il nome e di cui non conoscevo l’esistenza.
E’ stato bello condividere lo stesso identico piacere, io a confessarle che non conoscevo quella figura e lei a scoprire che non sono sempre e solo la zia hip che sa tutto e che fa un lavoro molto cùl.
Mi sono anche riscoperta ad invidiarla, per un po’.
Poi ho pensato che certe cose non cambiano: lei sarà per sempre la mia Andrea Sachs, io la sua tirannica Miranda Priestly.

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L’ultimo ritratto di questa gallery è dedicato a debug.
Qualche anno fa ero un’apprendista copy di belle speranze (le mie, non quelle degli altri), nella stessa agenzia dove lei lavorava.
Avevamo stabilito una profonda, solidale amicizia composta anche da confidenze, risate, pranzi a base di topinambur e aste su ebay.
Comprammo anche un nano da giardino da tenere in agenzia fra le nostre scrivanie, un brontolo, ammonimento per i nostri boss adorabili ma a volte incazzosi.
Il mio stage poi è finito, dovevano assumermi ma non se n’è fatto nulla e la mia vita si è spostata d’un colpo da Firenze a Roma.
Ultimamente, per gioco e per un po’ di malinconia, l’ho ricercata su LinkedIn.
Forse i social network servono a qualcosa, perchè ci siamo ritrovate.
La nostra rimpatriata, oltre ad un immenso piacere, mi ha svelato due verità fondamentali della vita:
1) non esistono più agenzie che riescono a realizzare con tutta calma una campagna tre mesi prima dell’uscita;
2) che, dati i nostri cinque anni di differenza e i quattro che non ci vediamo, non riesco a capacitarmi di come lei possa avere ancora 33 anni e io già 28.

Mar

22

Omaggio

By SenzaGrazie

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Un omaggio da Moorez

Mar

6

Questa è una per i miei fratelli

By SenzaGrazie

Di solito su questo blog faccio un sacco di considerazioni, ma il mio sarcasmo mi ha sempre messo nella condizioni di parlare in maniera ironica di ciò che mi succede.
Stavolta però è diverso. La situazione che sto vivendo m’impone di scrivere un requiem, un po’ triste e amaro se volete, quindi se non siete in vena saltatelo pure a piè pari.
Scrivo di un’avventura che per me sta finendo, di un’idea che mi ha sedotto e che ha continuato a farlo per un bel po’ di tempo, considerando la mia incostanza.
Scrivo della prima storia seria della mia vita, che è continuata per tre anni ininterrotta, senza tradimenti, sicuramente tra alti e bassi, ma sempre con la voglia di riniziare da capo, o meglio, dal punto in cui ci eravamo lasciati la sera prima.
Delle persone che ho conosciuto, alcune splendide, altre meno, che spero di non perdere e che alla fine perderò, perchè la vita che facciamo occupa fino all’ultimo secondo della giornata prima di addormentarci e se non ci vivi insieme rischi di non rivederle mai più.
E quando le rivedi non ti sembrano più le stesse.
In alcuni momenti mi sento come un ufficiale che abbandona la nave, con un capitano che sta lì a guardare la sua Moby Dick e nemmeno se ne accorge, o forse fa finta di nulla.
Non pecco di presunzione se penso che questa sia la fine di un’era.
Sicuramente pecco un po’ di luogo comune, ma certo non sono De Lillo e questo è quello che penso.
E poi alla fine vaffanculo stronzi, si chiamano luoghi comuni perchè esprimono sentire comuni.

Scrivetemi ogni tanto, se vi va.

Intendevo: tutti tranne te, Melania.

Mar

3

Cose semplici e banali

By SenzaGrazie

Oggi è iniziata la settimana dei buoni propositi.
Voglio riuscire il più possibile a fare quelle piccole cose che normalmente - per mancanza di tempo, per noia, per priorità, per pigrizia - non riesco a fare, tipo:
#1 - addormentarmi presto fra lenzuola fresche di bucato
#2 - non prendere l’acensore
#3 - finire un libro
#4 - arrivare in orario a tutti gli appuntamenti
#5 - mangiare sano
#6 - fare una passeggiata in un parco
#7 - svegliarmi prima la mattina

Mar

2

Quesito postprandiale #2: libero arbitrio

By SenzaGrazie

È ormai più di un anno che abito qui, e quasi tutti i venerdì/sabato sera, specialmente se esco in zona, tornando a casa mi fermo a prendere dei pasticcini o delle pizzette da Apu.
La cosa che mi ha sempre incuriosito di quella pasticceria sono due cartelli, esposti al di sopra del bancone dei dolci.
Uno recita “PASTICCINI MISTI € 9,00 AL KG”, l’altro “PASTICCINI POCO MISTI € 10,00 AL KG”.
Da un anno, tutti i fine settimana una domanda mi tormenta: per quale motivo i pasticcini poco misti dovrebbero costare di più di quelli misti???

Insomma, io credo che, a parità di peso, la varietà dovrebbe essere più pregiata e, di conseguenza, più cara.
Venerdì scorso ho espresso questo mio interrogativo ad alta voce e, finalmente, ho trovato qualcuno che sia riuscito a rispondermi in maniera più convincente.
Sostanzialmente, è tutta una questione di libero arbitrio, o meglio dell’assenza di possibilità di una scelta autonoma.
La tua decisione consiste esclusivamente nello scegliere pasticcini misti - e quindi ti prendi una varietà maggiore ma di quelli meno buoni, che costano meno - oppure avere meno varietà, ma pasticcini di qualità.
Io non ci voglio credere. Se così fosse, sarebbe davvero una brutta metafora dell’esistenza, altro che “la vita è una scatola di cioccolatini”, come diceva Forrest Gump.

Ho bisogno di un altro parere.

Feb

29

Riflessione

By SenzaGrazie

Non sarò mai Direttore Creativo.
Il mio cognome non ha un diminutivo fico.

Feb

26

Luoghi comuni

By SenzaGrazie

E: Se ti dico “pulizia”, cosa ti viene in mente?
M: Bianco.
E: Uhm… e poi??
M: Limoni!
E: …sei proprio un grafico da shutterstock!

Feb

24

L’incontro di Franca

By SenzaGrazie

Come dice Vale, dopo la conversione fashionista di tutti o quasi i bar e locali del Pigneto, l’unico baluardo della vecchia tradizione di Torpigna è rimasto L’Incontro di Franca. Nella parte meno frequentata di via del Pigneto, l’incontro di Franca mi ha affascinato fin dal primo giorno che mi sono trasferita qui, in un torrido fine settimana di due lugli fa.
Entrare dentro l’incontro di Franca è come venire catapultati in una dimensione parallela, dove tutto sembra un incubo di Liala.
Rosa a profusione, dal legno impiallacciato del bancone alle coccarde appese alle mensole dei liquori come in un perenne festeggiamento per la resurrezione di nostro signore gesù.
Sulla lastra di marmo nero venato assoluto che funge da bancone, su sottobicchieri made in china decorati con pupazzetti, si possono trovare quelle zuccheriere di plastica trasparente cheèdaquandoèmortalamiabisnonna che non vedo più in giro, quelle con la margherita e l’ape imprigionate dentro il tappo (dio, cosa farei per avere una zuccheriera così a casa…)
Alle pareti, gigantografie improbabili della nostra Franca ritratta con personaggi noti dello star system: Rita Levi Montalcini (1990 ca.), Pippo Baudo (1988 ca.), Caterina Caselli (1966 ca.), Gesù Cristo (32 ca.).
Perchè la nostra Franca esiste davvero: platinata, cotonata, maggiorata donna dall’età indefinibile, completamente vestita in tonalità pastello, un incrocio tra Barbara Cartland e l’Helen Hoover Boyle di Ninna Nanna (citazione palahniukiana).
Speriamo che la conversione del Pigneto a quartiere radical chic di Roma non ci porti via questo superbo gioiello kitsch.
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God save Franca.

Feb

6

L’Assorbente Saccente

By SenzaGrazie

Dopo gli assorbenti esterni, gli assorbenti interni, gli assorbenti alati, notturni, diurni, mattutini, postprandiali, con le canaline di scolo, con le impunture, ricamati, trapuntati, punto croce, capitonnè, ecco a voi la nuova (very) big idea del marketing: l’Assorbente Saccente.
Hip hip hurrà per l’Assorbente Saccente, che ci dispensa perle di saggezza indesiderate e ci vuole far credere che la sindrome premestruale sia (eureka!) veicolo di creatività.

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Penso al povero copy che si è dovuto scrivere tutte queste gratuite idiozie.
Immagino che sia stata una donna, in evidente sindrome premestruale, e quanto je possa essere roduto il culo nel dover sprecare la sua dose di creatività mensile nella redazione di tali assurdità.