Wursteless Wispers
Già iniziamo male. Solo la seconda sera che scrivo quassù e già le mie rubriche fisse sballano. Niente quesiti postprandiali stasera. Vale e Arbre Magique - anche detto stekko ducale - i miei coinqulini, non sono rientrati, dopo lavoro. Forse si stanno concedendo uno dei loro rari momenti di mondanità. Leo, il mio nano da giardino, è uscito a cena con amici. Io - al momento a dieta di cibo e convivialità - mi godo una delle mie rarissime serate di silenzio, interrotto solo sporadicamente da Mr. Grizzom alias gattucci e da Robberto Glauco Hiro Nakamura Peter Petrelli Spartaco Menelao Malachia Giulio Milo, i nostri due gatti. E’ facile capire a chi appartenga il secondo e più piccolo dei due, perchè nel nome si nasconde, secondo una mia teoria, una grave malformazione che colpisce tutti gli animali domestici dei copy: il morbo del naming. Si sbagliano tutti quelli che pensano che un copy, per professione, sappia scegliere al primo colpo il nome di una qualsiasi cosa animata o inanimata, prodotto o servizio che gli si sottoponga. Un copy - o ex tale, nel mio caso - subisce la fascinazione della parola. Per questo il piccolo è stato afflitto di volta in volta da nomi dettati dalla sue sembianze del momento, come Glauco per la raucedine; peggio ancora, dai personaggi dei serial preferiti, come Heroes: Hiro Nakamura all’inizio e Peter Petrelli dopo, quando si è scoperto che il vero figo della serie era lui, cazzo. E non iniziamo coi soliti discorsi su chi è il supereroe preferito da chi. In una fase adolescenziale della mia vita avrei sostenuto di preferire Sylar, ma adesso mi trovo nell’età in cui posso finalmente permettermi di dire che il mio preferito è il più buono senza temere di sembrare un po’ sfigata. Ecco.
Beh, comunque. Stavo dicendo. Mi sono concessa la mia cena da single, wurstel crudi e grissini integrali, che infinite prese di culo mi addussero da parte di Vale. Tutto questo post era solo per dire questo: che ho cenato con wurstel e grissini come ai vecchi tempi, light years away. Periodo tutto sballato in cui cercavo la mia vera me e, come Modigliani, vivevo in una soffitta nutrendomi di alcool. Pensare ai miei wurstel e grissini mi fa riflettere su tutto quello che è successo e mi fa sentire bene. Pensare ai miei wurstel e grissini mi fa ricordare questo anno che è passato e mi fa sentire felice. Pensare ai miei wurstel e grissini mi fa sentire completamente idiota.
Bella le’.
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